Streghe
Dalle nostre parti si dice
“chi nasce la notte di Natale se è femmina
sarà strega, se è maschio sarà
lupo mannaro.” Per questo chi nasceva in questo
periodo doveva essere “ferrato”, vale a
dire che sul piedino doveva essere disegnato, con un
ferro rovente, una croce che indelebile lo avrebbe marchiato
per tutto il resto della vita.
Strega deriva dal latino Strix che indica un uccello
notturno, di solito rappresentato come un vampiro o
un pipistrello. Ecco perché spesso, accanto alla
strega, ritroviamo sempre un uccello di colore nero,
il corvo.
La strega nella credenza popolare
è sempre una donna bellissima, ammaliatrice,
tentatrice. Questo almeno in passato. Solo di
recente, invece, è stata rappresentata
come una donna vecchia, brutta, addirittura orripilante.
Vista come figura in costante rapporto con il
Diavolo, lei è la sola ad avere la capacità
di realizzare pratiche magiche a fin di male.
Nel mondo pagano , anche se era considerata un’incantatrice,
svolgeva pratiche magiche in senso positivo e
negativo. Le pratiche magiche erano svolte per
lo più per favorire il raccolto, piuttosto
che per distruggerlo.
Accenni a questa pratica si trovano addirittura
nelle XII Tavole, primo testo della legislazione
romana. |
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A quel tempo la legge non
proibiva la magia rituale , se questa era usata a fin
di bene, mentre interveniva , duramente, quando la stessa
era usata per causare danni a persone o cose.
Mentre in epoca romana la strega deriva dal culto di
antiche divinità agrarie, addirittura da quello
di Cerere oppure dalla Dea Maia.
In Abruzzo, appunto terra della Dea Maia, che rappresentava
la fertilità, si diffuse moltissimo il culto
della mitica Angizia, dominatrice del veleno delle serpi,
maga per eccellenza e temuta e rispettata in tutto il
mondo.
Tra i pagani la strega conservava la capacità
di tramutarsi in animale, particolarmente in gatto.
Tale capacità di trasformazione è ancora
intatta nella tradizione odierna e, nelle nostre zone,
è ricorrente la credenza che la strega si trasformi
in gatto.
Esse sono considerate, allora come oggi, creature dedite
al maleficio; capaci di trasformarsi in ogni sorta di
animale; dannose soprattutto ai bambini ai quali , di
notte, succhiano il sangue e delle cui carni si cibano.
Storia
n.55 (racconto abruzzese derivante da testimonianze
dirette)
Mia cugina era nata
la notte di Natale e, per questo, dall’età
di due anni, certe notti spariva; se la venivano a prendere
le streghe. Questo è successo , finchè
non l’hanno marcata con un ago arroventato; è
stata la levatrice a farlo, sotto il piede sinistro,
le fece uscire un po’ di sangue; così la
bambina perse quella virtù e non uscì
più la notte con quella compagnia. Allo stesso
orario in cui spariva la bambina, spariva anche il cavallo
di un vicino di casa, forse perché serviva per
portare lei.
Bucchianico (CH)- Leonella
Di Nardo, n.1928
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