Gastronomia
Castel del Monte rimasto per
secoli isolato tra le montagne ha saputo combinare
sapientemente ingredienti semplici, poveri come
l'economia del paese. Una cucina legata essenzialmente
alla produzione agricola locale.
Ecco quindi:
gli strangolapreti, i surge sfunnete, le laganelle,
i ciafrichiglie, le taccuzzelle; tutte qualità
di pasta "ammassata" in varie forme
a base di farina, acqua e forza di braccia. Per
preparare saporite minestre la pasta viene unita
con patate, legumi, verdure, anche ricercate,
come i "volacri" che si raccolgono a
primavera in montagna. |
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Dalla produzione ovina di ricotta, formaggio
e carne si ricavano altre pietanze originali:
il calcione, un impasto di formaggio e uova tra due
sfoglie di pasta, cotto al forno;
quella crema piccante di formaggio pecorino fermentato
conosciuta come "marcetto";
la "chiaranese", la carne di pecora messa
a cuocere lentamente, in grossi recipienti, secondo
l'antico uso dei pastori, insieme ad acqua ed aromi.
Non mancano certo dolci o fritti che si preparano in
occasione di cerimonie o festività e vengono
offerti, secondo l'uso, durante il "complimento"
o quando si ricevono visite.
In più ci sono: crespeglie, calciuniglie, mustaccioglie,
néule, nocciatterrati, cicerecchiole.
Ma l’Abruzzo è anche la terra del latte
e del miele. Genuinità e antichi sapori sono
i cardini di una tradizione che privilegia gli elementi
semplici e gustosi alla cucina ricercata.
Uno dei luoghi che rappresenta una miscela sapiente
di emozioni, informazioni, esperienze collegate al mondo
rurale, alla nostra storia, alle nostre tradizioni,
tramandate incessantemente, e caparbiamente, nei secoli.
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