Gastronomia

Castel del Monte rimasto per secoli isolato tra le montagne ha saputo combinare sapientemente ingredienti semplici, poveri come l'economia del paese. Una cucina legata essenzialmente alla produzione agricola locale.

Ecco quindi:
gli strangolapreti, i surge sfunnete, le laganelle, i ciafrichiglie, le taccuzzelle; tutte qualità di pasta "ammassata" in varie forme a base di farina, acqua e forza di braccia. Per preparare saporite minestre la pasta viene unita con patate, legumi, verdure, anche ricercate, come i "volacri" che si raccolgono a primavera in montagna.

Dalla produzione ovina di ricotta, formaggio e carne si ricavano altre pietanze originali:
il calcione, un impasto di formaggio e uova tra due sfoglie di pasta, cotto al forno;
quella crema piccante di formaggio pecorino fermentato conosciuta come "marcetto";
la "chiaranese", la carne di pecora messa a cuocere lentamente, in grossi recipienti, secondo l'antico uso dei pastori, insieme ad acqua ed aromi.
Non mancano certo dolci o fritti che si preparano in occasione di cerimonie o festività e vengono offerti, secondo l'uso, durante il "complimento" o quando si ricevono visite.
In più ci sono: crespeglie, calciuniglie, mustaccioglie, néule, nocciatterrati, cicerecchiole.
Ma l’Abruzzo è anche la terra del latte e del miele. Genuinità e antichi sapori sono i cardini di una tradizione che privilegia gli elementi semplici e gustosi alla cucina ricercata.
Uno dei luoghi che rappresenta una miscela sapiente di emozioni, informazioni, esperienze collegate al mondo rurale, alla nostra storia, alle nostre tradizioni, tramandate incessantemente, e caparbiamente, nei secoli.

 

torna alla pagina precedente

 

© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati