LA BORRAGINE

Tra le erbe dimenticate un posto d’onore spetta alla borragine, una pianta erbacea e commestibile che nel dopoguerra era ricercatissima.
Le donne a primavera uscivano di mattina prestissimo per raccogliere le erbe che servivano per tutta la famiglia e tra tutte le erbe selvatiche cercavano soprattutto la borragine, che più di altre era una fonte necessaria per l’alimentazione di chi aveva poco altro per nutrirsi.
Inoltre era apprezzata per le sue virtù medicinali.

Le nonne dell’epoca cucinavano la borragine principalmente in due modi : in minestra con i fagioli oppure passata nella pastella e fritta.
Solo più tardi, con il passare del tempo e con il cambiamento del tenore di vita questa buonissima e bellissima pianta dai fiori azzurri e dalle foglie larghe e vellutate, lievemente spinose, è stata quasi interamente dimenticata.
Ora è stata riscoperta da cuochi in cerca di “novità” e abbinamenti particolari per piatti rivisitati della nostra tradizione. Fa bella mostra di sé sulle tavole di moderni commensali non solo per la raffinatezza del gusto, ma anche per l’effetto cromatico. Ecco allora le minestre di fagioli, i timballi, gli gnocchi, le paste, le frittate, le foglie fritte, tutto a base di borragine, senza dimenticare le insalate insaporite dall’aroma e abbellite dagli azzurri fiori o le tavole decorate da mazzolini di fiori di campagna , dove spicca il caratteristico blu di questa pianta.

Se si ha l’accortezza di raccoglierla lungo i fossi di campagna , lontano dai centri abitati, si ha la possibilità di gustarla in tutta la sua fragranza e genuinità, e per i più pigri, di coltivarla anche sul balcone di casa per averla così sempre a portata di mano…e di occhio.

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© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati