LA
BORRAGINE
Tra le erbe dimenticate
un posto d’onore spetta alla borragine, una pianta
erbacea e commestibile che nel dopoguerra era ricercatissima.
Le donne a primavera uscivano di mattina prestissimo
per raccogliere le erbe che servivano per tutta la famiglia
e tra tutte le erbe selvatiche cercavano soprattutto
la borragine, che più di altre era una fonte
necessaria per l’alimentazione di chi aveva poco
altro per nutrirsi.
Inoltre era apprezzata per le sue virtù medicinali.
Le nonne dell’epoca cucinavano
la borragine principalmente in due modi : in minestra
con i fagioli oppure passata nella pastella e
fritta.
Solo più tardi, con il passare del tempo
e con il cambiamento del tenore di vita questa
buonissima e bellissima pianta dai fiori azzurri
e dalle foglie larghe e vellutate, lievemente
spinose, è stata quasi interamente dimenticata.
Ora è stata riscoperta da cuochi in cerca
di “novità” e abbinamenti particolari
per piatti rivisitati della nostra tradizione.
Fa bella mostra di sé sulle tavole di moderni
commensali non solo per la raffinatezza del gusto,
ma anche per l’effetto cromatico. Ecco allora
le minestre di fagioli, i timballi, gli gnocchi,
le paste, le frittate, le foglie fritte, tutto
a base di borragine, senza dimenticare le insalate
insaporite dall’aroma e abbellite dagli
azzurri fiori o le tavole decorate da mazzolini
di fiori di campagna , dove spicca il caratteristico
blu di questa pianta. |
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Se si ha l’accortezza
di raccoglierla lungo i fossi di campagna , lontano
dai centri abitati, si ha la possibilità di gustarla
in tutta la sua fragranza e genuinità, e per
i più pigri, di coltivarla anche sul balcone
di casa per averla così sempre a portata di mano…e
di occhio.
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