Care Amiche, Cari Amici,
colgo l'occasione, oltre che per farvi i miei sinceri auguri per il prossimo Natale e per il 2010, per inviarvi un articolo scritto dallo speleologo Gianluca Padovan che negli ultimi mesi, in collaborazione con altri specialisti, ha condotto una lunga  e approfondita serie di studi e di ricerche su Triora.
In questo caso si tratta di una serie di considerazioni su uno dei monumenti più suggestivi e interessanti del "paese delle streghe", ovvero il Castrum Vetus Triorae.
Buona lettura e ancora auguri da tutto lo staff del portale www.triora.org
 
Ippolito E.Ferrario
www.triora.org
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Castrum vetus Trioriae: il Castello del Borgo a Triora

di Gianluca Padovan (Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano – Federazione Nazionale Cavità Artificiali)

Dal punto di vista dell’architettura militare l’elemento caratterizzante del borgo di Triora (Imperia) è il castello posto all’estremo nord della cinta urbana, sulla linea di cresta del rilievo, sbarrandola. La cresta rocciosa della propaggine doveva essere sgombra sia da piante d’alto fusto sia da qualsiasi tipo di struttura, per consentire una difesa adeguata.

 

Si è dell’idea che i fianchi siano stati assottigliati manualmente, anche al fine di ricavare pietra da costruzione, lasciando sulla sommità la strada verosimilmente carreggiabile, facile da prendere d’infilata con le armi neurobalistiche.

Dall’epoca del suo utilizzo a fini militari la situazione dell’area è mutata in quanto numerosi edifici sono sorti nelle immediate vicinanze, anche in tempi relativamente recenti, tanto da modificare radicalmente l’originaria fisionomia. L’impressione è che del complesso sia rimasta solo questa parte più interna, seppure in forma di rudere, ma non interessata da superfetazioni, né convertita ad uso civile.

La struttura si presenta oggi a pianta poligonale, con i lati diseguali costituiti da quanto rimane dei muri di cortina. Lo stato di conservazione è mediocre, all’interno vi sono solamente una torre cimata e una piccola bassa costruzione che protegge l’accesso a una cisterna sotterranea; gli spalti sono ovunque mancanti. La prima struttura difensiva ad essere innalzata è verosimilmente la torre a pianta circolare. Per quanto non se ne conosca la data di costruzione, è cautamente collocabile tra il X e il XII sec. È costruita in pietra locale a vista, presenta almeno due distinte fasi di costruzione ed è alta 9,5 m, misurati in corrispondenza del punto sud-est. La prima fase presenta una tessitura muraria con un vago accenno a corsi regolari, due file di buche pontaie e si sviluppa per i primi 4,5 m circa. Superiormente la tessitura è più regolare, con un maggiore impiego di pietre sbozzate lunghe e proporzionalmente poco spesse. Il materiale lapideo è stato messo in opera lasciando delle fughe più evidenti rispetto alla parte inferiore, con il conseguente utilizzo di una maggiore quantità di malta. Si riconoscono chiaramente quattro file parallele di buche pontaie, mentre una quinta è compromessa in quanto la parte superiore della torre è erosa dal tempo, dagli agenti atmosferici e dalla mancata manutenzione della struttura. Si legge una sola feritoia riquadrata in pietre appena sbozzate, posta ad alcuni metri da terra, la cui luce è di circa 38 x 10 cm e punta in direzione 110°: non in direzione del centro del borgo, ma quasi a raderne il fianco est.

Il diametro esterno della torre è compreso tra 5 m e 5,15 m, mentre quello interno, al livello attualmente accessibile rivolto verso nord, è 2,58 m. Da questa parte lo spazio che rimane tra la torre e il muro di cortina è elevato di circa un paio di metri e l’accesso è ricavato in rottura di muro, lasciandone a vista la geometria, con il sacco racchiuso tra i due paramenti.
I recenti studi sono stati promossi dal Cittadino Onorario Ippolito Edmondo Ferrario, i cui romanzi sono ambientati anche a Triora e sono pubblicati nella collana «Noir» di Frilli Editore: Il pietrificatore di Triora (2006), Il collezionista di Apricale (2007) e Le Notti gotiche di Triora (2009). Prossimamente vi saranno ulteriori aggiornamenti in merito a questa interessante e poco considerata opera difensiva.

 

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