Vacanze
a Triora
Appunti, osservazioni e
proposte per un turismo intelligente.
Di Ippolito Edmondo Ferrario
Scrittore, Direttore della galleria d’Arte Sacerdoti
di Milano.
Nell’ultimo decennio Triora, borgo
medioevale di montagna nei pressi di San Remo, sta vivendo
una “rinascita”, sia dal punto di vista
culturale che dal punto di vista turistico. Dopo anni
di promozione della costa, l’interesse dell’ospite
si sta lentamente spostando verso i borghi dell’Entroterra
Ligure, ricchi di storia e di fascino, fortunatamente
salvatisi dal selvaggio sfruttamento che ha invece interessato
le località costiere. Triora è un esempio
di come la storia e il patrimonio culturale di questa
terra possano aiutare a far rivivere un borgo, che come
altri, ha subito nell’ultimo secolo la tragedia
dello spopolamento.
Conosciuta al grande pubblico come Il Paese delle Streghe,
per il celebre processo lì istituito nel lontano
1587, oggi Triora suscita un interesse che non ha eguali
nel panorama turistico dell’Entroterra di Ponente;
ciò lo si deve senza dubbio alla meritoria attività
dei trioresi che hanno contribuito alla salvaguardia
e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale
del loro paese. Sembrano dei pionieri i benemeriti cittadini
che vent’anni fa provvidero alla realizzazione
dell’attuale Museo Etnografico e della Stregoneria;
eppure prima di loro, l’illustre concittadino
e storiografo triorese, padre Francesco Ferraironi,
aveva già posto le basi per uno sviluppo intelligente
e consapevole del turismo a Triora. L’intraprendente
studioso, in un periodo decisamente non facile, in cui
gli stessi mezzi di comunicazione non erano neppure
paragonabili agli attuali, si impegnava nella stesura
e nella pubblicazione di libri di storia locale, tutt’oggi
preziosi e ricchi di informazioni, e addirittura nell’agosto
del 1960 inaugurava una mostra di storia locale accompagnata
dal libro “La ricchezza di un paese povero in
Liguria”. La mostra però non era che l’apice
di una ricerca personale e appassionatissima del Ferraironi,
cominciata fin dal 1934 con l’apposizione per
le vie del paese di targhe marmoree utili al turista
per ricostruirne la storia; le stesse infatti, attraverso
semplici, ma interessanti e dettagliate notizie ,ricostruivano
i punti salienti delle vicende secolari del borgo, con
i suoi personaggi e la sua storia. All’alba del
nuovo millennio a Triora si respira un’aria positiva:
il recupero di palazzo Stella, nel cuore del paese,
è cominciato e con esso l’amministrazione
ha dato il via alla realizzazione del Centro Studi Internazionale
sulla Stregoneria che nelle aspettative diventerà
un centro culturale, di studio e di ricerche, di notevole
interesse. Oltre a questo ambizioso progetto la partecipazione
alla rinascita del borgo è in costante crescita;
la ristrutturazione di un'altra dimora storica quale
Palazzo Capponi, per opera dell’attore norvegese
Per Christian Ellefsen, innamoratosi di Triora, è
un altro segno di questo trend positivo, al quale mi
sento di aggiungere la presenza in pianta stabile di
famiglie provenienti da Londra e di altri stranieri
che decidono di dividersi fra il Paese delle Streghe
e il loro paese d’origine, anche oltre Oceano.
Dal punto di vista delle manifestazioni, Triora in questi
anni ha offerto un calendario sempre ricco e pieno di
sfaccettature, atto a soddisfare ogni tipologia turistica,
anche se la sempre maggiore notorietà del borgo
impone ogni anno da parte degli organizzatori un aumento
degli sforzi in termini economici e di professionalità.
La stessa accoglienza turistica si è ritrovata
a fare i conti con una richiesta improvvisamente divenuta
maggiore e non più solo stagionale. Fortunatamente
sono scese in campo per far fronte a queste necessità
anche le nuove generazioni che non hanno esitato a raccogliere
l’eredità famigliare: un esempio è
l’unico albergo presente a Triora, la Colomba
d’Oro, gestita dalla Famiglia Pastor, proprietaria
fin dagli anni 60’. Le giovani Simona e Sonia
Pastor, figlie di Silvio e Marta, hanno accettato il
non facile compito di proseguirne l’attività,
misurandosi con le difficoltà di condurre una
struttura alberghiera in un paese svantaggiato rispetto
alla costa e non ancora beneficiato dal turismo cosiddetto
di “passaggio”. La Colomba d’Oro è
per Triora non solo un semplice albergo, ma anche uno
dei suoi edifici storici, in quanto costruita nel lontano
1593 per essere destinata a convento francescano, subendo
nel corso dei secoli numerosi cambiamenti .Le due giovani
proprietarie, con lo spirito più genuino che
contraddistingue i trioresi, si stanno impegnando affinché
l’albergo sia non solo una struttura di ricezione
e accoglienza, bensì qualcosa di più.
L’ideazione, insieme al sottoscritto, del progetto
Una strega per un Sorriso, a favore dei bambini malati
di tumore, che vengono ospitati gratuitamente nell’albergo,
è significativa. Il nuovo millennio proietta
quindi Triora in un futuro ricco di aspettative e progetti.
Molto si è fatto e si sta facendo, ma la strada
è ancora lunga e impegnativa per costruire un
circuito turistico solido e moderno. Partendo dal principio
che il borgo debba essere assolutamente protetto e salvaguardato,
ritengo che il solo modo per far sì che la situazione
migliori ulteriormente sia puntare su un turismo senz’altro
di nicchia, ma più ripagante, a lungo termine,
dal punto di vista culturale e non ultimo economico.
Abbiamo visto in questi anni la “rianimazione
“ di alcuni paesi dell’entroterra ligure
attraverso simpatiche sagre gastronomiche che anno dopo
attirano sempre meno persone e che sembrano il preambolo
dell’agonia. Le nuove generazioni, più
esigenti nella richiesta dei servizi, cercano spunti
e motivazioni per visitare questi paesi. La vicina Provenza
senza dubbio docet; alle consuete sagre culinarie, organizzate
con l’intervento di più sinergie del settore
e supportate da sponsor d’impronta internazionale,
si sono affiancate manifestazioni culturali che attirano
migliaia di persone. Rassegne di cinema, di teatro,
di musica, convegni, organizzati con la professionalità
di esperti nel campo delle pubbliche relazioni, diventano
una tappa obbligatoria nel percorso di rinascita di
un borgo come Triora. L’informatizzazione facilita
indubbiamente questo compito, ma non solo; è
la sinergia la chiave del successo nell’organizzazione
turistica di una località. L’incontro allargato
di più volontà, svincolato da ogni chiusura
fintamente protezionistica, è il solo modo per
dare un ampio respiro e un’impronta decisiva a
iniziative che spesso rischiano di rimanere intrappolate
a livello locale o regionale. Un punto di partenza imprescindibile
è la realizzazione di un ufficio stampa, guidato
da specialisti delle pubbliche relazioni, vero e proprio
biglietto da visita del paese nel contatto con l’esterno.
L’intreccio di rapporti con gli organi di stampa
e di informazione, al fine di mantenere costante l’attenzione
durante le manifestazioni e gli eventi, è di
primaria importanza. La risonanza presso i mass media
diventa fondamentale per il successo della promozione
turistica di un borgo.Una volta avviata questa prima
fase il ritorno in termini di immagine è notevole:
per l’interlocutore aver a che fare con personale
esperto, pronto a soddisfare ogni richiesta, è
un ottimo punto di partenza. Scendendo invece nel merito
delle manifestazioni, negli ultimi anni la tendenza
delle località più rinomate è quella
di privilegiare gli eventi a carattere culturale. Spettacoli
teatrali, rievocazioni storiche (finora mai realizzate
a Triora, ma che in essa troverebbero una degna cornice
) , laboratori teatrali, concorsi letterari e di pittura,
concerti e tutto ciò che si può legare
alla storia di Triora sono auspicabili; lo è
ancora di più, ma sempre correlato al discorso
di un ufficio stampa vero e proprio, il supporto e la
collaborazione con enti e privati stranieri, animati
da passione per le tradizioni che si dimostrano sempre
ottimi organizzatori di eventi ( mi viene naturale pensare
ad un eventuale “circuito-gemellaggio” attivo
dei paesi interessati dal fenomeno della stregoneria,
presenti in Italia e in Europa). A livello editoriale
una pubblicazione annuale che racconti la storia passata,
ma anche quella presente del borgo sarebbe un’ottima
presentazione; ogni triorese, con la propria attività,
si vedrebbe “raccontato” e promosso presso
il turista e il visitatore, spesso interessato ad un
rapporto anche umano con gli abitanti di un paese.Queste
sono alcune poche e semplici idee, certamente discutibili
,ma che nascono da un sincero amore per questo suggestivo
borgo di Liguria.
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