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Dopo le tre attrici rinvenute morte e pietrificate durante lo spettacolo di Strigora, il paese è piombato nel caos. Gli inquirenti brancolano nel buio, l’ordine pubblico è irrimediabilmente compromesso, la vita dei trioresi è diventata un inferno.
Chi mai potrà aiutare Triora a ritrovare la pace perduta?
Leonardo Fiorentini, investigatore privato milanese, ma residente a San Remo, si aggira tra le maglie nell’enigma triorese in cerca di risposte e soprattutto del pietrificatore. Quest’ultimo è il sadico depositario di una scienza antica, oscura quanto affascinante: la pietrificazione.
Leonardo Fiorentini è una voce contro vento, una supposta nel culo dei potenti, un inarrestabile perdente che ha deciso di giocare al meglio la sua carta vincente: la disperazione.
Ecco qui di seguito una breve intervista rilasciata da Ippolito Edmondo Ferrario al nostro portale.
Partiamo dal titolo, piuttosto inquietante. Da dove nasce?
Semplice. E’ la calzante qualifica del killer seriale che si aggira tra le strade di Triora. I precedenti storici sono illustri e consegnati alla storia della scienza: Paolo Gorini, Francesco Spirito, Gerolamo Segato ecc. Il pietrificatore triorese si distingue da costoro per le sue finalità sadiche nel praticare la pietrificazione su soggetti vivi e decisamente non consenzienti.
Ho letto le prime pagine in anteprima. Il protagonista del libro è l’investigatore privato Leonardo Fiorentini. Mi è sembrato un po’ fuori dai soliti canoni o sbaglio?
Assolutamente no. Leonardo a livello investigativo è un tipo viscerale, e di conseguenza anche approssimativo, gran sostenitore dell’intuito e della fortuna. Ho voluto creare un personaggio nel quale potessero calarsi tranquillamente i lettori senza provare sensi di inferiorità leggendone le imprese impossibili.
A parte questo Leonardo non è politically-correct, è il classico bastian contrario dall’ironia affilata come una Katana giapponese. Un anarcoide di destra sull’orlo di una crisi di nervi. Affronta ogni genere di situazioni forte di una rassegnazione attiva. Cavalca la tigre, ma nello stesso tempo la sferza a tal punto da renderla mansueta come un agnellino.
Perché hai ambientato il romanzo a Triora?
Perché ancora non mi sono rotto i coglioni di parlarne. Sono un ostinato e un fulminato di natura.
Dopo la Cittadinanza Onoraria, se mi assegneranno anche la carica di Sceriffo, potrei prendere in considerazione l’idea di cambiare scenari alle mie storie. (Naturalmente scherzo!!!).
Anzi questa libro è ambientato in parte anche a Lodi e a San Remo, tanto per essere precisi. Dunque non solo Triora. Sto migliorando.
La Triora che tu hai descritto è quella dei nostri giorni?
No, ma lo potrebbe essere. E’ un’ipotesi e, come tale, possibile. A breve si aprirà a Triora il Centro Studi Internazionale sulla Stregoneria dal quale dipenderà in parte il futuro del paese. Mi auguro solo che la gestione di questo organismo venga affidata a studiosi eminenti e di fama riconosciuta. Nella mia storia il Direttore del Centro è l’Archivista Spartaco Ariberti, un losco figuro che trasuda sete di potere da ogni poro della sua flacida e corpulenta carcassa.
Quando potremo leggerlo questo pietrificatore?
Presto, spero. Dipende dall’editore. Certamente nel 2006.
Lo presenterai a Triora?
Naturalmente. Sarà un bell’evento, con tanti personaggi, ma per ora non vi posso dire di più.
Per ulteriori informazioni sulla storia della pietrificazione rimandiamo a
http://www.asl.lodi.it/pages/museo%20gorini/
http://www.turismo.provincia.lodi.it/
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