Dal Festival alla zuppetta"
di Giovanni Choukhadarian.

Gentili amici e non della ventura, il vostro cronista ciarlatano prediletto (sarei io http://www.mentelocale.it/bere_mangiare/contenuti/index_html/id_contenuti_varint_14317) è rinchiuso, da ieri alle 12, nella sala stampa del Roof 1 di Sanremo http://www.aristonsanremo.com/programmazione/cinema.asp, per la 56esima edizione del Festivàl http://www.festivaldisanremo.com/ . Ieri si è iniziato con andamento lento http://www.nozzeinmusica.it/nozzeinmusica_testi/andamento_lento.htm e il problema principale stava nel solista, che non era il grandissimo Tullio De Piscopo (uno che ha lavorato con Severino Gazzelloni, Gerry Mulligan e, a una vècchia edizione di Sanremo Jazz, addirittura con Woody Shaw: qualcuno si ricorda di quel concerto, che è di 20 anni fa giusti?), ma Giorgio Panariello http://www.giorgiopanariello.it/. Fate voi. Del Day 1 restano in mente:
1) Marta Cecchetto http://www.publiweb.com/service/marta_cecchetto.html, fidanzata di un giocatore di fòlber e titolare di una ragguardevole Tête de femme haricot rouge http://www.artdreamguide.com/adg/_arti/_m/_modig/_opus/655.htm che non sarebbe spiaciuta a Modigliani come non è spiaciuta ai giornalisti presenti;
2) lo chicchissimo tubino grigio sfoggiato, con totale nonchalance, da Margherita Ferrandino, inviata per Rai3 http://www.telegiornaliste.com/margheritaferrandino02.jpg;
3) l’agnizione con Angela Calvini dell’Avvenire http://www.avvenire.it/, con cui da giovani s’andava alle feste delle medie http://www.marok.org/Elio/Discog/phikis.htm
Il core business http://www.thecoresolution.com/ della giornata aveva però la sua location in Apricale http://www.cec.it/comuni/APRICALE/, dove ho assistito per voi all’unica rappresentazione della commedia in molti atti dal titolo provvisorio: Nel Castello della Lucertola, davanti a uno sceltissimo pubblico, si presentano libri di streghe scritti da un noto gallerista d’arte milanese e, alla fine, si prende parte a un cospicuo rinfresco allestito dalla locale Pro Loco (mi hanno detto dalla produzione che, quando la commedia sarà replicata, forse le scorceranno un po’ il titolo). Qualche doveroso cenno sui protagonisti e interpreti:
1) IL GALLERISTA, cioè Ipppolito Edmondo Ferrario http://www.ippolitoedmondoferrario.it/, che ha scritto fra l’altro l’eccellente Triora, anno Domini 1587 http://www.ippolitoedmondoferrario.it/triora_annodomini.html, veloce ma non corriva e anzi gustosissima storia della stregoneria in questo estremo lembo etc., piena di documenti de paura. Il ragazzo non ha 30 anni, ma in curriculum vanta mostre dello Zandomeneghi http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=9321&IDCategoria=202 e ha in uscita un notevole noir di cui non vi dico ancora nullo, se non che è sul serio spaventevolissimo;
2) I SINDACI: quanto dire Roberto Pizzio, di Apricale http://www.apricale.org/it/index.asp, borgo fra i più belli d’Italia http://www.borghitalia.it/index.php e fornito altresì di bandiera arancione del TCI http://www.touringclub.it/bandiere_arancioni/bg_ricerca_regioni.asp?CmbRegione=7, elegante padrone di casa e spettacolare guida al Castello della Lucertola http://www.apricale.org/it/ilturismo_cosavedere_ilcastello.asp, che se lo dovesse mai vedere Michele Soavi http://www.michelesoavi.com/ tornerebbe ai mai dimenticati fasti di Dellamorte dellamore http://cinema.castlerock.it/film.php/id=2186 e abbandonerebbe in fretta gli Alessiboni di turno http://www.alessioboni.it/biografia.php , pesci lessi buoni per le pischelle innamorate e poco altro (and here’s to you, miss Giusi http://www.cremonaonline.it/cultura/contenuti/indexxhtml/art_11207/pag_1 : Boni è uno che dice che ama perché “L’Ammòre completa la formazione di un uomo”. Sè, la formazione per mercoledì sera contro la Germania, proprio. Ma pensa te) e Lorenzo Lanteri Gaglio della Briga, linguista squisito (maneggia con disinvoltura pure l’arabo, e tanto basti) e sindaco di Triora, di cui Mentelocale già ha scritto http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=123
4) LA CAPANNA DE BACI’, che vuol dire la conclusione che tutti voi aspettate: cioè la cena. Amici miei: una roba non descrivibile con semplici parole. Vi faccio solo un elenchino di cosa ho preso io, seguendo i consigli del maître de rang:
- zuppetta di funghi e patate particolari profumata di tartufo bianco d’Alba http://www.cumbafonzu.com/zuppetta_di_funghi_print.htm
- stinco di camùfalo reale in crosta con salsa verde (spettacolo!) e patate novelle (questo ve lo cercate voi, cortesemente. Tanto non c’è)
- zabaglione caldo e/o freddo al caffè con pansarole che parlavano tant’erano fragranti http://www.cucinare.meglio.it/ricetta-pansarole.html.
Tutto ciò annaffiato da  un Rossese di Dolceacqua dal profumo intenso ma a gradazione contenuta (12 gradi e mezzo, preside Silva http://www.parcogroane.it/news/archivio.html: va bene, no?).
Il Festival di Sanremo che mi interessa, quello cioè del mio personalissimo cartellino http://www.mymag.it/ l’ha già vinto Carlo Fava, amico e grande autore, di una schiatta che va perdendosi http://www.carlofava.it/: ma voialtri, fatevi un piacere, andate ad Apricale, il paese dell’amore, del Castello e degli innamorati (non quelli come Alessio Boni, neh
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