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Festa del gemellaggio tra Triora e Briga nel segno dell’Europa
TRIORA – 9 LUGLIO 2006
Briga e Triora già dall ’anno scorso, con il felice e simpatico incontro delle due comunità sul confine, alla Bassa di Sanson, hanno voluto visibilmente rimarcare la buona intesa che esiste tra le due comunità.
Considerazioni di sviluppo economico-turistico ed altri interessi condivisibili vanno oggi posti sotto l’egida della grande confederazioni di popoli che ci accumuna: L’Unione Europea.
Tutti i popoli, tutte le etnie che la compongono, pari in dignità, gelose custodi della propria antica cultura, del proprio idioma folclore, patrimoni irrinunciabili, stanno trovando nel suo seno il comune denominatore di una civiltà che le riunisce nel reciproco rispetto ed apprezzamento.
In fondo è quella Respublica Christiana medievale e rinascimentale, fonte primaria del diritto internazionale pubblico tra gli Stati europei, che si ricostituisce laidamente per difendere e far prosperare i desiderata comuni.
E’ per questo che la festa del gemellaggio a Triora del 9 luglio avrà il suo momento più alto e solenne col giuramento europeo del Sindaco di Triora e del Maire di La Brigue, sulla spianata dell’antico Castello triorese costruito dai Lascaris nel XII sec., quando i conti erano sovrani di entrambi i territori.
Siamo tutti ben consci del momento storico favorevole alle intese transfrontaliere, entrambi desideriamo che le nostre genti , che condividono la stessa frontiera italo-francese, non siano mai più divise da rivalità, ma possano prosperare in amicizia e svolgere insieme un lavoro di sensibilizzazione verso le proprie Regioni e Stati, affinché la Route de l’amitié possa essere presto percorribile dal normale traffico turistico con le ricadute economiche e sociali che una strada di allacciamento internazionale permette di pronosticare facilmente.
Il cittadino europeo deve percepire ormai che la sua vita si sta già svolgendo su tre piani diversi, tra loro strettamente collegati.
Il primo è quello appunto della civiltà europea, nell’ambito della quale potrà muoversi sempre più agevolmente. Sarà indispensabile conoscere due o più tra le grandi lingue nazionali (inglese, francese, italiano…); qualora non si raggiungesse un accordo per una lingua comune come l’esperanto, creato comunque con radici indoeuropee.
Il secondo è quello della nazionalità, della quale noi italiani o francesi siamo giustamente fieri, quali depositari di una ricchezza culturale legata a lingue di grande prestigio che hano dato vita a letterature altrettanto prestigiose. Alphonse de Lamartine giustamente scrisse: Ma patrie ste partouto au rayonne la France / Ou son genie celate aux gregard eblouis (La Marseillaise de la Paix). Ma naturalmente è anche tutta la storia della Francia, come quella d’Italia del resto, cha hanno forgiato l’Europa qual è attualmente.
Il terzo piano è quello regionale e municipale quello lingue/dialetti e delle culturale locali, come quella ligure, o delle minoranze, come quella brigasca, che hanno trovato protezione recentemente dal Consiglio d’Europa con l’istituzione, nel 2004, di un programma per la promozione della cittadinanza europea attiva, auspicando e favorendo appunto i gemellaggi tra città appartenenti, a Stati europei diversi.
Briga e Triora hanno scelto entusiasticamente di accogliere tale invito con l’obiettivo legittimo ed auspicabile di migliorare l’occupazione, le attrezzature turistiche e l’accoglienza; favorendo così di riflesso anche condizioni di vita e di lavoro delle proprie popolazioni.
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