Quando il mare si tinge di nero
Di Ippolito Edmondo Ferrario

Nel 1991 il mar ligure si tingeva pericolosamente di nero per l’affondamento della petroliera Haven; sono passati più di dieci anni, ma è ancora il nero, o meglio il noir, a invadere le assolate spiagge della regione. Dal 6 al 9 luglio si terrà Mare Noir, rassegna letteraria che giunge quest’anno alla sua seconda edizione, schierando in campo il fior fiore dei noiristi liguri.
Saranno i suggestivi carruggi medioevali del Parasio, il centro medioevale di Imperia, sorto per difendersi dagli attacchi saraceni, e il misterioso borgo di Triora, sulle alture di Arma di Taggia, famoso per la caccia alle streghe nel 1587, a far da cornice agli incontri con i maestri della suspance.
L’apertura di Mare Noir sarà affidata al detective privato e scrittore Daniele G.Genova che presenterà il suo “Hanno ucciso Lucio Dalla” (Aliberti Editore) e proseguirà con giallisti del calibro di Bruno Morchio che col personaggio di Bacci Pagano, è autore di una fortunata serie edita da Frilli Editore e Claudia Salvatori con“Nessuno piange per il Diavolo”(Hobby &Work); all’appuntamento non mancheranno i giornalisti Andrea Casazza e Max Mauceri con “Ego te absolvo” (Frilli editore). Gli organizzatori hanno voluto ritagliare anche uno spazio per le giovani promesse come Maurizio Garreffa (Anime Maledette, De Ferrari) e Marino Magliani (Quattro giorni per non morire, Sironi editore).
Mare Noir 2006 nasce dalla vulcanica mente dello scrittore imperiese Marco Vallarino, classe 1979, che ci racconta della travolgente passione per il thriller e il noir, generi che in Italia stanno vivendo una seconda giovinezza.

Com’è nata la manifestazione?
L'idea di dare visibilità alla gang dei giallisti liguri era arrivata già nel 2002, durante un incontro del tutto informale con Claudia Salvatori, Ettore Maggi ed Enrico Ratto. Ci piaceva la possibilità di mettere insieme persone ancora non si conoscevano, ma accomunate dalla passione per la scrittura e i misteri della nostra regione. L 'anno scorso l'associazione culturale Circolo Parasio ci offrì un weekend a luglio nell'antico borgo medievale arroccato sulle alture di Imperia Porto Maurizio, un luogo suggestivo e affascinante. Fu amore a prima vista, anche grazie all'intervento di Paolo Strescino, presidente di un'altra associazione culturale imperiese, Ergo Sum.

Perché il noir sta vivendo una seconda giovinezza in Italia?
Il noir e' la letteratura impegnata del terzo millennio, quella più adatta a mettere in luce i problemi della nostra società e, in qualche caso, a proporre delle soluzioni. Il giallo ligure in questo momento ha successo perchè è ancora una novità e sta aiutando i liguri a riscoprire la propria terra, anche nei suoi aspetti più nascosti.

Quali sono gli autori che ritieni più promettenti in ambito ligure?
Certamente Ettore Maggi, trentottenne, cagliaritano di nascita, ma che vive a Genova da sempre; dopo aver vinto il Premio Teramo col racconto “I sentimenti non si provano” e aver ben figurato in varie antologie, Maggi sta per pubblicare il suo primo romanzo scritto a quattro mani con Roberto Saporito. Tra gli autori che presentiamo segnalerei senz’altro Daniele G. Genova che col nuovo romanzo “Hanno ucciso Lucio Dalla” (ed. Aliberti) ha fatto un salto di qualità.
Mi sono piaciuti molto la parodia genovese delle Legere “Hanno ucciso Bocca di Rosa” (ed. Chinaski) e l'autoproduzione di Alessandro Zannoni (che si firma come Michelangelo Merisi)”Imperfetto” in cui si narra una drammatica caccia al serial killer. C’è poi l'indagine a sfondo calcistico di Claudio Paglieri, “Domenica nera” (Piemme), ma lui - finalista al Bancarella - non e' certo una promessa.

Ricalcherete la formula della prima edizione?
L'anno scorso abbiamo organizzato due serate al Parasio di Porto Maurizio, proponendo uno spettacolo teatrale, l'intervista ad Annamaria Biavasco (traduttrice savonese dei best seller di Brown, Patterson, Cornwell), la proiezione di un cortometraggio e ben otto presentazioni di libri, con autori in arrivo da tutta la Liguria. Con un pubblico sempre numeroso e appassionato e una rassegna stampa a dir poco lusinghiera, abbiamo tratto un bilancio altamente positivo della manifestazione, realizzata peraltro con coraggio, passione e un budget ridottissimo.

Quali sono le novità di questa edizione di Mare Noir rispetto alla precedente?
Con Mare Noir 2 abbiamo puntato all’aumento del numero degli eventi in programma e a organizzarli in luoghi d’interesse turistico. La prima serata si terrà giovedì 6 luglio a Triora, l'antico borgo medievale dell'entroterra sanremese famoso per le sue streghe. Venerdi' 7 torneremo al misterioso Parasio, mentre sabato 8 saremo in riva al mare nella bellissima palazzina Liberty che sorge alla Marina di Imperia Porto Maurizio. Domenica 9 concluderemo nel centro storico di Imperia Oneglia. Degli autori presenti l'anno scorso, avremo Genova e la Salvatori, oltre che Beccacini nelle vesti di presentatore. Quest'anno puntiamo molto anche sulla cronaca nera con la presenza di alcuni giornalisti del Secolo XIX: Sansò, Casazza, Mauceri, Paglieri.

Il detective che scrive romanzi.
Daniele G.Genova, 48 anni, savonese, ha un debole per le belle donne, i sigari e le Harley Davidson; all’attività di investigatore privato ha affiancato negli ultimi anni quella di scrittore. Il suo esordio con Aliberti Editore è segnato dal noir d’ambientazione ligure “Alla morte si arriva vivi” per il quale lo scrittore Andrea G. Pinketts gli ha scritto un’appassionata prefazione. Il suo ultimo libro “Hanno ucciso Lucio Dalla” (Aliberti Editore), ambientato a Sanremo, ipotizza truci scenari al Festival della Canzone Italiana, dove Lucio Dalla, nominato direttore artistico della kermesse, viene trovato morto. Ci si chiede se il protagonista della storia, il detective “provato”, come lo definisce lo stesso Genova, Libero Corti non sia il suo alter ego. Abbiamo incontrato Daniele G.Genova nel suo capanno da pescatore a Zinola, alla periferia di Savona, dove tra un toscano e una birra, ci racconta la sua ultima fatica letteraria.

Cominciamo dal titolo del tuo ultimo noir: come l’ha presa Dalla nel sapere di una sua prematura dipartita?
Come esattamente l'abbia presa non saprei, ma devo dedurre che non l'abbia affatto presa male visto che, e qui approfitto delle pagine del vostro giornale per ringraziarlo, ha concesso alla mia casa editrice un' ampia liberatoria per l'utilizzo del suo nome nelle forme e nei contenuti della narrazione. Cosa di cui peraltro mi sento molto onorato, perché si tratta di un artista di cui ammiro molto l'intelligenza e la grande professionalità.

Dove hai ambientato la storia?
Un po' dappertutto mi verrebbe da dire, perché Libero Corti, il mio protagonista, è un sorprendente personaggio che si può muovere e incontrare dappertutto, se si ha abbastanza fortuna. Di fatto, la storia è ambientata ovviamente, e innanzitutto, a Sanremo, dato che c'è di mezzo il Festival. Lì, Libero Corti ha il suo ufficio di investigatore "provato", mentre a Triora, nell'entroterra imperiese, c'è la sua casa: un fatiscente trilocale incastrato nei vicoli. Ma ci sono anche rapide incursioni al sud: ad Atrani, il più piccolo comune d'Europa, a due passi da Amalfi. E c'è Savona, la Sicilia, un po' il Basso Piemonte e la Costa Azzurra... A pensarci bene, Libero Corti è davvero un vagabondo.

Chi è Libero Corti in due parole?
Non te lo dico neanche sotto tortura. Libero Corti non lo si può certo raccontare in due righe.

Non credi che il genere noir con i suoi detective consunti cominci a risentire di una sovrapproduzione?Come giudichi il panorama in ambito ligure e nazionale?
Vedo scriventi e scrittori. I primi fanno solo quello che possono, i secondi anche quello che vogliono.

Il tuo lavoro di investigatore privato centra col fatto che scrivi noir?
Certo che c'entra! Ma c'entra pure il fatto che sovente ho risolto casi proprio perché scrivo noir. E' proprio vero che talora la realtà è pari alla fantasia.

Come hai iniziato a scrivere e perché?
Non ho mai iniziato a scrivere, come non smetterò mai. Solo che a un certo punto mi sono messo in testa di non tenermi tutto per me. Scrivere è solo il piacere puro della condivisione.

Che cosa consiglieresti a uno scrittore in cerca di un editore che lo pubblichi?
Di tenere duro quando è dura. Non c'è altro sistema. E poi muoversi, girare nell'ambiente, farsi conoscere... Certamente ci vuole anche un po' di fortuna.

Hai avuto dei modelli a cui ispirarti nello scrivere?
Se dico che il mio modello sono io, sono sincero ma vengo tacciato di presunzione. Se dico una bugia sono naturalmente bugiardo e magari anche giudicato bene. In realtà, le mie letture sono di tutt'altro genere.

Sei al terzo libro che pubblichi con Aliberti Editore, di cui uno insieme a Sandrone Dazieri; progetti per il futuro?
Sì, una bella vacanza, lontanissimo dall'ambiente letterario.

 

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