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Triora, ispiratrice di nuovi grandi noir.
Il 2007 è un anno molto importante per il “paese delle streghe”; nel corso dell’anno si è parlato moltissimo di Triora e le manifestazioni culturali organizzate nel borgo sono state numerose.
Un fatto eclatante è senza dubbio l’attenzione dedicata ad essa da parte di due noiristi che l’hanno raccontata nei loro ultimi libri. Stiamo parlando del detective savonese Daniele G.Genova che col suo “Hanno ucciso Lucio Dalla” (Aliberti editore) ha messo in moto l’investigatore “provato”, come lo definisce lui, Libero Corti, che abita addirittura nel centro storico di Triora.
Infine il nostro direttore Ippolito Edmondo Ferrario sta per uscire in libreria (fine settembre) con il suo attesissimo “Il pietrificatore di Triora” (Frilli Editori), una truce storia ambientata a Triora per la quale Andrea G.Pinketts ha scritto la prefazione.
Dopo l’intervista fatta da Ippolito a Daniele per le pagine de Il Secolo d’Italia, ecco che Genova torna a raccontarci dell’impressione che si è fatto di Triora e della sua decisione di prenderla come ambientazione per il libro. |
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Quando hai visto Triora la prima volta?
E' stato in occasione di un giretto domenicale, in Harley, con una combriccola di scavezzacolli. Pioveva e c'erano fulmini infernali. Ma noi duri e puri abbiamo portato a casa la pelle... del giubbotto fradicia.
Che cosa ti piace di più del borgo?
Da un punto di vista letterario, l'atmosfera di mistero maledetto che vi aleggia. C'è qualcosa d'inquieto che si muove tra i carruggi. Tipo anime senza terra, cunicoli che hanno un che di opprimente. Decisamente è un borgo noir.
Perché hai pensato di farci abitare Libero Corti?
Perché è uno sfigato che non può che abitare a 40 km di curve dal proprio ufficio. E poi perché, come tutti sanno, sono molto sensibile ai piccoli paesi liguri.
Una tua opinione sulle streghe di Triora. Colpevoli o innocenti?
Se vuoi che te la dica proprio tutta, le streghe sono sicuramente innocenti. Qualunque possano essere state le loro eventuali colpe, nulla sono al confronto di ciò che hanno subito. Mi sale l'adrelina al solo pensiero. Vorrei avere una macchina del tempo e tornare indietro a impalare quelle teste di cazzo di preti che per le loro pure frustrazioni, desiderio di potere e quant'altro non si sono fatti scrupoli di commettere ogni genere di nefandezze. E ancora peggio, estremo atto d'irrisione, che la chiesa oggi chieda scusa per quei crimini. La domanda è: chi si scusa con chi? Porporati che viaggiano su auto da 60.000 euro con tanto di autista che si scusano con gente che, oggi, ha mille altre cazzate per la testa? Troppo comodo! Ma ci pensi? Immagina un po': donne che venivano arrestate buttate in prigioni buie, preda dei topi della fame e del freddo, naturalmente con ferite strazianti per via delle torture. Una di queste per sfuggire a quell'orrore, proprio a Triora, si è buttata giù dalla finestra e ha provato a scappare con una gamba rotta. E' questa la cristianità? Ho studiato il Vangelo per trentacinque anni e non vi ho trovato niente di tutto questo. E i preti ogni domenica fanno del bla,bla,bla... E, come se non bastasse, ora c'è chi ne sfrutta anche l'immagine, debitamente rivisitata, a scopo turistico. Ma dopo gli orrori delle varie dittature di destra e di sinistra, dopo le infamie della Satanica Inquisizione, sarebbe forse l'ora che l'uomo riscoprisse un nuovo illuminismo, una nuova era dove a farla da padrona fosse l'intelligenza del cuore. Quella che aveva re Salomone, per intenderci. Una vera forma di intelligenza, spoglia di ogni ipocrisia e opportunismo. Un'era in cui la veritàpossa essere vista come una necessità e non come una vergogna.
Ed eccoci invece con Ippolito a parlare del suo Pietrificatore; già qualche mese fa ne avevamo dato alcune anticipazioni. Torniamo ora sull’argomento con qualche ulteriore domanda.
Chi è innanzitutto il pietrificatore?
Il pietrificatore è un simpatico psicopatico con il pallino della pietrificazione. In pratica uno che con le sue trovate lascia di sasso coloro che gli capitano per le mani.
E’ lui il protagonista della storia?
Si, ma non è solo. Un altro psicolabile si muove sulle tracce lasciate dal pietrificatore. Si tratta del mio alter ego, alias Leonardo Fiorentini, mercante d’arte appassionato di investigazioni…uno che nella vita sopravvive e lotta contro la deficienza altrui.
Spiegati meglio?
Non voglio sbilanciarmi. In un mondo di “Grandi fratelli” e si “Isole dei coglioni”, Leonardo Fiorentini è una supposta all’uranio impoverito nel culo dei potenti e degli arroganti. Se rientrate in questa categoria vi consiglio di leggere il libro e di prenderlo come una seria minaccia nei vostri confronti.
Perché hai ambientato la storia a Triora?
Pinketts dice che Triora è la mia magnifica ossessione. Concordo pienamente. Ogni volta che torno a Milano dopo un week end a Triora comincio a provare la sindrome del rifugiato politico. Direi che Triora sta diventando una magnifica persecuzione.
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