Solstizio d’inverno col Pietrificatore di Triora
L’ultima nefanda presentazione di Ippolito Edmondo Ferrario prima del Santo Natale…

Giovedi 21 dicembre 2006, ore 18.00
Sala Consigliare del Comune di Ospedaletti (Im)

Dopo i fasti nefasti delle precedenti presentazioni, lo scrittore e gallerista milanese Ippolito Edmondo Ferrario, non pago della scia di polemiche che lo seguono dalla pubblicazione del libro ha deciso, imperterrito e coriaceo com’è nel suo stile da nostalgico, di concludere il  pietrificante tour in compagnia de “Il pietrificatore di Triora” (Frilli Editore, 300 pag., prefazione di Andrea G.Pinketts) nella splendida cornice della Sala Consigliare del Comune di Ospedaletti.
La presentazione del noir più nero di tutta la stagione sarà come sempre supportata dall’immancabile e sempre più pietrificata presenza del supporter della Libreria Casella di Ventimiglia Diego Marangon che ancora una volta cercherà di spremere il giallista milanese e fargli sputare i retroscena più ambigui e morbosi sul suo ultimo parto letterario.
Questa si preannuncia come l’ultima presentazione (Buon per tutti!) dell’inventore del detective-gallerista più scorretto che ci sia, ma i nostalgici e fedelissimi del personaggio di Leonardo Fiorentini non hanno da temere.
L’indecente mente di Ippolito Edmondo Ferrario sta già partorendo la seconda avventura tutta ligure e tutta a ponente del suo alter ego che lo vedrà alle prese con orde di fanatici nipotini dello zio Adolfo (in arte Fuhrer), appassionati del sesso sado maso, ottuagenari collezionisti di quadri e rompicoglioni assortiti. L’appuntamento è fissato per il 2007. In attesa del catartico e lassativo seguito, lo scrittore milanese vi invita ancora una volta ad intervenire numerosi sottolineando la non casualità temporale dell’evento.
Ferrario infatti, terminata la presentazione, si rifugerà, dandosi definitivamente alla macchia, e poi al manicomio, sulle alture del Ponente per dare luogo alle celebrazioni del Solstizio d’Inverno, a base di baccanali, festini, grandi falò e rievocazioni del Ventennio. 

Dicono del Pietrificatore…

“E’ qui che Ippolito Edmondo Ferrario diventa l’unico vero pietrificatore della storia: ti lascia di sasso. Sa restituire umanità e disumanità a chi ha scagliato la prima pietra. “Non è vero che il ricercatore insegue la verità. E’ la verità che insegue il ricercatore” scriveva Musil nel  “L’uomo senza qualità” e Ippolito di qualità ne ha molte. Mi verrebbe voglia di fargli pietrificare un “mio” nano. A Triora naturalmente!”
Andrea G. Pinketts 

“Il pietrificatore di Triora, sorprendente metanoir che oscilla fra il grottesco e il terrificante, con una lieve propensione per il secondo”
Giovanni Choukhadarian, La Repubblica

“Il buon Ferrario ha un trittico di passioni che gli riempiono la vita, quella per il pietrificatore Paolo Gorini, in possesso di una tecnica unica quanto macabra, quella per Triora, il meraviglioso borgo delle streghe arrampicato sulle montagne liguri e quello per la scrittura dell’amico Pinketts. In questo romanzo è riuscito a sublimarle tutte e tre…Ne vien fuori un giallo ben scritto, con passione e questo per noi già sapete cosa vuol dire.”
Mauro Zola, Noir

“Un noir che lascia di sasso non solo per il titolo- che fa riferimento all’inquietante arte, tramandata nei secoli, di pietrificare i corpi per conservarli nel tempo-,ma perché ha trovato modo di stupire con una trovata dopo l’altra…Un cocktail di ingredienti che ha l’indiscutibile dono dell’originalità”
Bruno Monticone, La stampa

“Il pietrificatore di Triora” è il titolo di questo romanzo che nello scenario del paese delle streghe vede muoversi un assassino pietrificatore,  emulo appunto del Gorini. Sulle sue tracce uno strano investigatore, che con il giovane scrittore ha molte affinità, prima fra tutte quelle di essere un gallerista, esperto d’arte più che di omicidi. Inseguendo l’assassino, l’investigatore-gallerista scopre il Gorini.
Elisabetta Colombo, La Padania

“Ippolito Edmondo Ferrario ha scritto un bel noir, Il pietrificatore di Triora, che si legge velocemente e tutto d’un fiato. Ricorda molto da vicino il Pinketts di Lazzaro Santandrea quello prima maniera per intenderci. Il bello è che il giovane Ferrario ha creato – a Triora – lui che è lombardo nel midollo più intimo – e precisamente vive a Milano dove gestisce una galleria d’arte neanche troppo modesta – una sorta di festival della letteratura stregonesca.”
Alberto Pezzini, La Riviera

 

Info:
Libreria Casella
Via stazione 1
18039 Ventimiglia 0184 357900
diego.marangon@it.zurich.com
Ippolito Edmondo Ferrario
www.triora.org
www.ippolitoedmondoferrario.it
maestrale1976@hotmail.com

 

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