Rinvenuto a Triora tratto di un passaggio segreto.

La parte sud del borgo di Triora è in gran parte allo stato di rudere, abbandonata ai rampicanti e alla sassifraga. Un tempo vi era uno dei tre forti inclusi nelle mura urbane, il Forte del Poggio, che nel 1625 sostenne vittorioso l’assalto delle truppe franco-piemontesi.
Nel suo studio sugli Statuti di Triora, Lorenzo Lanteri ci dà uno scorcio sullo sviluppo del borgo: «Nel sec. XIII, quando l’impianto urbanistico di Triora era già evoluto dal primitivo grappolo di antichissime case strette intorno al forte San Dalmazzo (il punto più elevato e inaccessibile da tre lati: il castrum feudale, insomma), molte case erano già state costruite più in basso, scendendo verso la zona dove verrà poi edificata la Chiesa della Madonna delle Grazie, lungo il costone del monte. Queste case costituirono il “burnus”, abitato dapprima soltanto dalla plebe, ma più tardi, verso la fine del secolo, ecco i Borrelli (nobili del paese) costruire la loro casa patrizia, ancora oggi in discreto stato, già nella parte bassa del paese. Indice di un decentramento e delle minacce esterne, nonché di avvicinamento tra le classi sociali». (Lanteri Lorenzo, Gli Statuti Comunali di Triora, Comune di Triora, Savona 1988, p. 31).
Oggi il forte non è più riconoscibile, se non nell’epigrafe fatta lasciare da Padre Francesco Ferraironi, unitamente al Comune di Triora nel 1937, e da alcuni tratti di muratura particolarmente spessi e dai conci ben squadrati. Su di esso sono sorte varie abitazioni, che ne hanno poi seguito il destino nell’abbandono.
Questa zona è stata di recente oggetto di interesse e di studio da parte degli speleologi della Federazione Nazionale Cavità Artificiali.
Tra ruderi e macerie gli speleo hanno rinvenuto un’interessante galleria scavata nella roccia, decisamente in pendenza, completamente dotata di scalini. Si tratta certamente di un “passaggio” segreto che da questo settore scende esattamente in direzione ovest, probabilmente per condurre all’esterno delle mura.
Il primo tratto di questo passaggio che è stato percorso dagli speleologi è parzialmente rivestito in muratura, ma l’ultimo pezzo lascia le umide pareti rocciose e fangose a vista. Dopo poco più di quindici metri questa galleria sotterranea è interrotta da una frana di materiale, che parrebbe provenire da una seconda galleria.
Per prima cosa gli speleologi oltre a fotografare il passaggio ne hanno fatto un rilievo per comprenderne meglio la natura e lo sviluppo. Le ipotesi su dove questo lungo passaggio sotterraneo potesse condurre sono diverse e al vaglio degli speleologi: forse al Forte della Sella, in direzione dell’odirena chiesa di San Bernardino.
Al momento le pietre tacciono e gli speleologi stanno ancora studiano i documenti storici. La galleria è stata infatti scoperta sul finire di questo mese d’agosto.
Gli speleologi si augurano che l’Amministrazione nel prossimo futuro possa provvedere a proteggere e salvaguardare il patrimonio ipogeo di Triora, certamente vasto, ma ancora pressochè sconosciuto e non valorizzato.

 

 

 

© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati