Passaggio segreto: la polemica continua...

Care Amiche, cari Amici, riporto qui di seguito la seconda e ultima risposta di Gianluca Padovan al lettore anonimo di www.sanremonews.it

e mi permetto alcune osservazioni in merito a tutta la faccenda.

Innazitutto non riesco a capire i motivi perchè questa persona, che dice di essere nata a Triora, proprio in quel quartiere, non si firma nome e cognome.Perchè? Quali paure lo consigliano a rimanere nell'anonimato?Si sta semplicemente parlando di una scoperta avvenuta a Triora che riguarda tutti e che è visibile e studiabile da tutti.
In secondo luogo nessuno mi pare che abbia delle certezze in mano, ma si è nel campo delle ipotesi.
Forse si tratta davvero del tunnel scavato da quel signore di Triora di cui riporta la storia il Ferraironi?
Oppure il personaggio in questione, che il Ferraironi dice che non era più molto in sè, ebbe a trovare un passaggio già precedentemente scavato sotto casa che magari in quale modo ampliò?
Le ipotesi sono molte.
Di certo la questione è aperta, ma credo che vada affrontata con metodologia, scientificità e pacatezza e non a colpi di lettere anonime.
Ippolito Edmondo Ferrario

 

Gentile Direttore,
colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente, anche a nome dei miei collaboratori, il signor "mago" che per la seconda volta non gradisce firmarsi. 
I riferimenti bibliografici sono utili e spesso indispensabili. Nel lavoro che generalmente si compone per una pubblicazione scientifica questi accompagnano come utile informazione i dati raccolti sul campo, come la descrizione dell'opera, in questo caso ipogea, l'analisi dello stato di conservazione, il servizio fotografico e il rilievo planimetrico. Documentare le opere del passato è necessario per poterle innanzitutto conoscere e, in secondo luogo, tutelare. Si dà inoltre modo ad altri studiosi di poterle prendere in esame e analizzare a loro volta, rendendo così viva un'opera caduta in disuso, dimenticata nel tempo e destinata alla rovina.
I gentili Lettori devono ricordare che l'Articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana così recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storio e artistico della Nazione".
Paesaggio e patrimonio compongono la nostra cultura, sono la nostra storia materiale, un bene che ci è stato trasmesso e che noi abbiamo il dovere di consegnare a nostra volta ai figli e a chi ci seguirà in questo cammino di apprendimento e di conoscenza.
Cogliamo l'occasione per invitarVi a guardare con occhi nuovi le pietre che fanno parte del Vostro paesaggio quotidiano, a considerare sotto un aspetto differente la vecchia cantina scavata nella pietra, i ruderi di una stalla. Sono opere dell'uomo che non hanno minore dignità del rocco di conna di un tempio arcaico o dei ruderi di una fortificazione. Sono anch'essi frutto e testimonianza di un lavoro che ci ha resi coscienti e attenti. Documentate, scrivete e fotografate, riconsiderate la storia e le tracce materiali del luogo dove vivete.
Gianluca Padovan
Per chi fosse interessato all'argomento: www.milanosotterranea.com

 

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