Busana Vecchia

Divenuta una sorta di attrazione turistica, Bussana Vecchia, a 3 km da Sanremo, è uno di quei borghi che nel 1887 subirono i tragici effetti del terremoto che qui fortunatamente fece poche vittime; i muri perimetrali delle case resistettero grazie a tanti archetti di collegamento, ma fu la paura a spingere gli abitanti ad abbandonare le loro abitazioni per non farvi più ritorno. Anche qui, come a Bajardo, in quella fredda mattina di febbraio, i fedeli si erano riuniti in chiesa per la funzione delle ceneri; per l’occasione oltre al Parroco era presente il canonico Fresia della Collegiata di Pieve di Teco. Alla prima scossa l’edificio resistette permettendo alle persone di fuggire all’esterno o di trovare scampo nelle cappelle laterali. Della chiesa rimangono a tutt’oggi i muri perimetrali e il campanile. Era il 1959 quando tra i carruggi abbandonati avvenne il “miracolo”: sull’esempio di Clezia, ceramista torinese, una trentina di artisti provenienti da tutta Europa si trasferirono a Bussana Vecchia riportando in vita il borgo abbandonato. Nacque così la Comunità Internazionale degli Artisti le cui maestranze sono visibili all’opera nelle diverse botteghe artigiane che propongono sculture, dipinti, ceramiche, candele, ecc.
Interessante è la leggenda legata alla statua del Bambin Gesù conservata nella chiesa consacrata agli inizi del 1900; questa, proveniente da Praga durante la guerra di religione del XVI secolo in Boemia, fu deturpata e privata delle mani. In seguito, mentre officiava la messa, il carmelitano padre Cirillo udì una voce che così implorava: «restituitemi le mani e io vi darò la pace». Così accadde e da allora l’immagine è una delle più venerate della zona.

 

© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati