Seborga

Dietro quell'espressione paciosa, incorniciata da una barba folta e nera, si nasconde il "braveheart" di Seborga, al secolo il Principe Giorgio I, eletto all'unanimità nel 1963 per sostenere l'indipendenza di questo principato in terra di Liguria. La storia vera è ancora una volta fondamento straordinario di questa incredibile vicenda di cui ripercorreremo alcune tappe. Si dice che Seborga sia stata terra libera e indipendente fin dai tempi dell'invasione romana in territorio gallico. Nel 400 il Principato fu nominato Castrum Sepulcri, duecento anni dopo dagli Occitani Sepulcri Burgum, e infine Sepulcrum e Serporca, da cui Seborga. Fu luogo sacro ai Catari che qui seppellivano i loro sacerdoti. Divenne dominio dei Conti di Ventimiglia che lo cedettero poi, nel 954 ai Monaci Benedettini di Lerino. Il 1079 vide Seborga Principato del Sacro Romano Impero; dal 1178 al 1729 Seborga fu l'unico stato cistercense dopo che S. Bernardo aveva istituito i primi nove cavalieri del Tempio eletti "Principe pro tempore". Da qui in poi il possesso del Principato non venne più registrato in nessun atto ufficiale, così fino ai nostri giorni; è in nome di questa "esclusione" che attualmente a Seborga si invoca l'indipendenza. Inoltre a Seborga dal 24 dicembre 1666, per concessione del principe abate Cesare Barcillon a Bernardino Bareste di Mougins furono coniate le prime monete. Queste, in oro e in argento, recavano su un lato l'immagine di S. Benedetto con l'iscrizione Decus et Ornamentum Ecclesiae, e sull'altro lo scudo con una corona fiorita contenente due rami di palma e al centro una mitra abbaziale con data e iscrizione Monasterium Lerinense Princeps Sepulcri Congregationis Cassinensis. La zecca chiuse i battenti nel 1688 per volere del re di Francia. Dal 23 aprile 1995, su intervento del Principe Giorgio I, si à tornati a coniare la nuova moneta, il Luigino, del valore di 6 dollari USA.

 

© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati