Michele Ranzani, studente di storia dell’arte alla facoltà di lettere

Nome: Michele
Cognome: Ranzani
Età: 29
Professione: studente di storia dell’arte alla facoltà di lettere (quasi laureando… speriamo )
Indirizzo mail : mikyranzani@hotmal.com

 

In quale occasione e come ha scoperto il Paese delle Streghe?

Per caso. Un’amica di mia madre mi ha prestato il libro di Remo Guerrini, Strega. L’ho letto convinto che si trattasse di un semplice romanzo, e invece… Mi sono subito innamorato della splendida storia e dei luoghi narrati. Qualche settimana dopo, il caso, o il destino, mi ha messo tra le mani un altro testo affascinante: quello di Padre Francesco Ferraironi, Le streghe e l’inquisizione ( 1955 ). Così mi sono deciso, e nel 1995, finalmente, sono partito per Triora.

La prima sensazione provata nel visitare Triora,e ciò che ricorda di più del suo soggiorno.

Fin da bambino ho amato i paesaggi del passato, ricchi di storia e carichi di suggestione. Lontani dalla modernità. Perciò, abbandonare la costa, immergermi nel verde selvaggio dell’entroterra, costellato di terrazzamenti e ruderi, salire da Molini, e scorgere, là in alto, le antiche mura di Triora, mi ha fatto sentire qualcosa dentro.
Ciò che ricordo più del mio, anzi dei miei, soggiorni sono senza dubbio l’inesprimibile atmosfera del luogo, di ogni vicolo, di ogni pietra, del silenzio delle montagne. E poi, naturalmente, l’ospitalità. Dalla bottega dei Borelli, ai gentilissimi gestori della Colomba d’Oro.

Quale scorcio,strada,o località del borgo l’ha colpita maggiormente?

La Sambughea, credo. Ma anche quel porticato in legno in cima a Triora, quello che fiancheggia l’edificio coperto di edera e che domina i tetti del paese, proprio sopra la Cabotina. Poi la chiesa di S. Bernardino, i ruderi di S. Dalmazzo e l’intreccio di vicoli e scalinate che porta alla Collegiata.

Ci fornisca tre validi motivi per i quali bisognerebbe visitare Triora almeno una volta nella vita.

1. Triora stessa, perché davvero è un borgo dall’atmosfera unica al mondo.
2. Il coniglio in casseruola ( complimenti a Marta )
3. La Sambughea e la colazione alla Colomba d’oro

Il processo alla streghe del 1587 è ancora una questione aperta, che fa discutere esperti, studiosi, ma anche semplici curiosi. Cosa ne pensa? Colpevoli o innocenti?

Non sono un esperto, ma così, a pelle, credo senz’altro non colpevoli di una carestia.
Il passo, poi, tra stregoneria e tradizione popolare è fin troppo breve. Anche nel paese medievale dei miei avi, in Piemonte, le anziane conoscono tutta una serie di rimedi e giaculatorie che nulla hanno del maligno, ma che se pronunciate in pieno XVI secolo, in un borgo arroccato sui monti della Liguria di ponente, magari la sera tarda, tra i bagliori delle braci in un casolare abbandonato, ecco che la fantasia può far innescare procedimenti incontrollabli, di fantasia e superstizione.
“stringo li denti e poi diranno che rido” mormorava tra i tormenti Franchetta Borelli. Colpevoli e inumane erano semmai le metodologie inquisitorie.
Infine, anche lo scettico deve comunque chinare il capo dinanzi a ciò che non si conosce. Resterà sempre del mistero, nelle vicende del 1587-89. Nessuno di coloro che furono può parlarci, oggi.
E il fascino di Triora è e sarà sempre fatto anche di questo mistero, insieme dolce e sinistro. E che, tuttavia, non può che condurci alla memoria. E al rispetto.


Che cosa le è piaciuto di Triora e che cosa invece pensa che ci sia da migliorare?

L’architettura moderna, incauta e anti-estetica, si insinua ovunque, nella nostra bella Italia: insegne al neon, lampioni di zinco, case futuristiche nei centri storici...
Da migliorare non c’è nulla: Il centro storico di Triora è bellissimo. Solo mi auguro con tutto il cuore, si preservi e si lasci intatta l’impronta dei secoli. Di guai irrimediabili ne ha già fatti molti il tritolo tedesco…

Conosce altre località dell’entroterra ligure?Se si, quali tra queste si sente di suggerire al turista che arriva per la prima volta in liguria?

Senz’altro Bussana Vecchia. Ma, mio malgrado, è la sola che conosco. A mio parere vale comunque la pena di vederla.

Pensa di ritornare a Triora a breve?

Lo spero ardentemente. Se non altro per finire il progetto fotografico che ho in programma da tempo, ma che i miei impegni di lavoro e universitari non mi consentono di realizzare come vorrei.

Dove ha soggiornato a Triora?

Ho soggiornato alla colomba d’Oro. Ci hanno riservato, a me e a Francesca, la mia ragazza, una camera all’ultimo piano, che dava sulla Valle Argentina. Era splendida… c’erano anche delle mele in vassoio, quando siamo entrati. Ci hanno fatto sentire a casa. E finalmente, niente tv in camera! Solo il silenzio della Valle…L’albergo, poi, è graziosissimo, specie la sala delle colazioni, la colazione stessa! e il coniglio in casseruola ( complimenti ancora a Marta… ), e la saletta dalle volte in pietra, al primo piano, dove stavamo sempre dopo cena.
L’ospitalità è delle più calde. Davvero.

Grazie di Tutto,
Michele

© 2004 Ippolito Edmondo Ferrario - tutti i diritti riservati