CAPITAL 2 febbraio
2005
Charity Fair di Lina Sotis
La Ca(u)sa delle Streghe
Una bella iniziativa a favore dei più
deboli scalda sempre l’anima. Anche le anime più
coriacee fanno finta di niente, ma rimangono toccate.
Se poi l’idea, il programma e l’entusiasmo
viene dai giovani è ancor più bello, poiché
regala anche speranza per il futuro. Per ambedue queste
ragioni è da annotare questa storia che coinvolge
l’antico borgo di Triora, in Liguria, conosciuto
come il paese delle streghe per il famoso processo del
1587. La storia è questa: Ippolito Edmondo Ferrario
è un giovinotto di 28 anni di solida famiglia
borghese meneghina, sua madre è l’erede
della Galleria Sacerdoti, che dai primi anni 50 apre
le sue vetrine in Via Sant’Andrea a Milano. Ippolito,
direttore della galleria, è uno di quei giovani
irrequieti e generosi, con i capelli lunghi e riccioluti,
che ha trovato nella scrittura la sua vera identità.
La sua prima pubblicazione è: “Liguria
tra storia e leggenda” (ed: De Ferrari). Il ragazzo
decide di donare il ricavato al Servizio di assistenza
Pediatrica alla Lega Italiana contro i Tumori. E così
si avvicina a una realtà che ignorava. Grande
amica di Ippolito è Simona Pastor, proprietaria
dell’albergo Colomba d’Oro, l’antico
convento francescano di Triora. I due giovani decidono
di regalare un po’ di serenità ai bambini
malati di tumore e alle loro famiglie. Prima pensano
di raccogliere fondi per costruire una casa vacanze
a Triora, si accorgono però che il progetto ha
tempi troppo lunghi e allora Simona decide di regalare
300 giorni di pernottamento, gratuiti, nel suo albergo,
per i bambini e le loro famiglie. Ormai decisi, Ippolito
e Simona contattano la Lega Italiana per la Lotto Contro
i Tumori per presentare il loro progetto, che chiamano
“Una Strega per un Sorriso”. A primavera
2004 la Lega ha già selezionato diverse famiglie,
in condizioni disagevoli, con i bambini malati. Così
ha avuto inizio il loro progetto, che sperano di poter
ripetere nel 2005.
A questa iniziativa, così bella e singolare per
due ragazzi, ha risposto all’unisono tutto il
paese, che ha accolto ed aiutato le famiglie e i bambini.
Per una settimana si sono sentiti gli ospiti d’onore
di Triora. I bambini partecipavano alla vita della cucina
dell’albergo, Marta Pastor e lo chef Gianni Nicosia
hanno insegnato ai piccoli a fare torte, pizze e altre
specialità liguri.
Completamente gratuito, durante la permanenza, il Museo
Etnografico della Stregoneria. Insomma, fra gite per
il borgo antico, altre passeggiate ed i sorrisi degli
abitanti, felici di accoglierli, più di 20 famiglie
hanno conosciuto momenti di serenità. Questa
bella storia continua. All’antico albergo La Colomba
d’Oro a Triora aspettano altri bambini, altre
famiglie.
Ippolito e Simonia sono felici, ma desiderano qualcosa
di più: “Speriamo che questo che abbiamo
fatto piaccia e qualcuno ci segue”. Per seguirli,
chiamare Ippolito Edmondo Ferrario allo 02 795151.
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