LA PADANIA
Martedì, 18 gennaio 2005
“Il Libro della Settimana”
“BLU DI GENOVA”,
il thriller sbarca sotto la Lanterna
di Andrea Rognoni
Un’altra ottima idea della casa
editrice genovese, da anni in prima linea nella divulgazione
delle redici liguri e lombarde, nonché delle
migliori tradizioni padane.
“Black 15 den” di
Piero Casamassima e “Les Lions de Calvi”
di Ippolito Edmondo Ferrario, sono i due thriller inaugurali,
pubblicati da De Ferrari, della Collana “Blu di
Genova” che i cultori della letteratura gialla
non devono farsi sfuggire. Soprattutto gli appassionati
del genere italiano, ormai abituati a seguire, anche
in ambito nostrano, le puntuali indagini di commissari
ed ispettori, ormai divenuti familiari e seriali come
i loro criminali, desiderosi di uscire dal solito cliché.
Ambientato in area padana il libro di Casamassima, che
sottotitola”Unico indizio una calza nera”:
racconta l’inusuale patologia di una splendida,
anche se non di primo pelo, serial killer al femminile
che, in preda a un trauma infantile, è presa
da un raptus omicida che la porta a sgozzare col rasoio
gli aspiranti amanti, attirandoli in trappola attraverso
i loro stessi messaggi erotici incautamente affidati
ad Internet. L’arma del delitto e la velatissima
calza “Black 15 denari”, lasciata sul viso
delle vittime, fungono in realtà da molla che
ha fatto scattare già nell’infanzia la
sua follia omicida e che, attraverso il perverso rituale,
placano momentaneamente la furia legata all’origine
delle sue fobie sessuali. Incalzata da un commissario
svizzero trapiantato a Milano, legata da un sottilissimo
filo a una brigatista rossa, la stacanovista assassina,
si sposta senza sosta dalla metropoli milanese, dove
anche lei ormai vive e lavora, avventurandosi in colpevoli
trasferte parigine, viennesi, ginevrine e veronesi,
lasciando scorgere nell’ambiente di David, un
giornalista e improvvisato investigatore, le tracce
che porteranno alla sua rivelazione finale.
E’ invece un giallo d’azione, degno della
trama dei miglior films di spionaggio, “Les Lions
de Calvi”, con protagonista l’ex capitano
legionario e paracadutista, nonché ex agente
segreto, Thierry Koonan, mezzo parigino e mezzo danese.
Costui, mosso da un comprensibile desiderio di vendetta,
cerca l’aiuto dell’ex commilitone Paul Ruelland.
Insieme l’incredibile fascinosa coppia tenta l’impossibile,
agendo come in passato secondo “il ruggito della
legione”, in una personale caccia all’ultimo
sangue agli spietati trafficandi di droga che l’anno
prima, in fuga dalla polizia, hanno travolto e ucciso
con un motoscafo la moglie e la figlioletta di Thierry.
Un noir avventuroso e perfino un po’ fantastico,
nel quale la “capitale” (mai espressamente
rivelata)non pare più esser Roma, ma piuttosto
Palermo, divenuta detentrice di un inestricabile potere
mafioso e politico altamente corrotto.
Aiutati marginalmente da un giornalista e da un comandante
dei carabinieri, i nostri eroici lions s’intrufolano
nell’entourage del boss dei boss e prima che questi
si accorga del tranello, mettono in atto l’attacco
finale. Usando l’abituale tattica d’assalto
dei legionari, la coppia “apocalittica”
penetra nel covo dell’intoccabile, dove in uno
scenario di morte e distruzione elimina definitivamente
l’uomo simbolo di questo regno del male e della
corruzione. Non manca, come d’uso, un inatteso
lieto fine, che solo i più smaliziati appassionati
giallisti possono aver in travisto, se pur sapientemente
velato, attraverso significativi indizi nel corso dell’incalzante
ritmo di lettura.
Non rimane che augurarci che la collana prosegua con
questi esiti confortanti rispetto ad un panorama letterario
sempre più opaco. Del resto le scelte editoriali
della casa editrice genovese si sono sempre rivelate
estremamente lungimiranti, con uno sguardo a 360 gradi,
che, oltre a difendere le radici liguri e lombarde,
nonché le migliori tradizioni padane attraverso
testi di geografia, musicologia, etnografia, arte, letteratura
e gastronomia, ha saputo sempre più soddisfare
negli ultimi tempi le esigenze di un pubblico che dalla
dimensione locale vuole riportarsi su orizzonti più
vasti e variegati forte della lezione appresa attraverso
la coerenza esercitata con la saggia e preziosa humilitas
di chi ancora ha il coraggio di amare e far conoscere
“alla grande” le nostre piccole patrie.
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