LA STAMPA
Domenica 27 marzo 2005
Di Bruno Monticone
I giorni di serenità trascorsi
lo scorso anno nel paese delle streghe si sono trasformati
in una bella favola
VACANZE A TRIORA PER TRECENTO
BAMBINI MALATI
Il successo dell’iniziativa ha indotto l’organizzatore
a ripetere l’esperimento anche nel 2005
Triora
Le favole esistono. Eccome. Non è solo un modo
di dire. Esistono persino nel paese delle streghe, Triora,
dove le streghe – che l’immaginario popolare
vuole brutte ed inquietanti – sono diventate il
rassicurante “testimonial” di un progetto
che si chiama “Una strega per un sorriso”.
La favola appunto. Che ha portato, nel 2004, senza troppi
clamori, ben 300 bambini malati di tumore, con le loro
famiglie, in vacanza nell’antico borgo della Valle
Argentina. Un progetto che verrà replicato (e,
si spera potenziato) anche nel corso del 2005.
La favola nasce sull’asse Milano-Triora. L’idea
è di Edmondo Ferrario. Ha solo 28 anni e una
vita piena di interessi. Dirige, nel capoluogo lombardo,
la storica Galleria d’Arte Sacerdoti, in via S.
Andrea, nel cosiddetto quadrilatero della moda. Ma Edmondo
ha anche un’altra passione: quella per la storia,
le tradizioni e le leggende dell’entroterra ligure,
specie quello della Valle Argentina. Passione tradottasi
in due libri (“Liguria, tra storia e leggenda”
ed “Il paese del Tramonto. Demoni, spettri e streghe
della notte triorese”).
Ma ha anche un’altra idea fissa: quella di aiutare
chi soffre. Soprattutto i bambini malati di tumore,
una realtà quasi sempre straziante. “Abbiamo
cercato di trovare un modo per aiutarli e per regalare
loro un po’ di serenità – racconta
Ferrario – un’iniziativa assolutamente privata,
senza raccolta di fondi, cercando aiuti diversi”.Ferrario
ha trovato nella Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori il partner più diretto nell’iniziativa
soprattutto per individuare i soggetti da aiutare. E,
all’iniziativa, ha devoluto i proventi della vendita
dei libri di altri due scrittori, Andrea G. Pinketts
e Daniele G. Genova, entrambi genovesi, entrambi specialisti
“noir”, che hanno aderito, con entusiasmo,
al progetto. Poi è venuta Triora attraverso l’amicizia
di Ferrario con Simona Pastor, titolare dell’albergo
“Colomba d’Oro”. Insieme avevano pensato
di realizzare, a Triora, una casa-vacanza per ospitare
i bambini malati, segnalati dalla Lega contro i Tumori,
con le loro famiglie. Ma i tempi erano troppo lunghi
e, così, nel corso del 2004 è stata la
stessa “Colomba d’Oro” ad offrire
300 pernottamenti gratuiti. Tutto senza cercare troppa
pubblicità o spazio sotto i riflettori. L’inizio
di un circuito virtuoso: “Il progetto –
racconta Edmondo – ha suscitato una grande solidarietà
a Triora che ha accolto benissimo i bambini e le loro
famiglie. Il nostro obiettivo è quello di allargare
il progetto ad altre strutture affinché si crei
un vero e proprio “circuito del bene”. Speriamo
che qualcuno ci segua. Anche nel 2005, comunque, i bambini
malati continueranno ad andare in vacanza in questo
affascinante borgo medioevale”.
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